Ritmi_G

Dance, Dance, otherwise we are lost
Pina Bausch

Il ritmo, come un’architettura celata, struttura la danza dell’esistenza che il mimo descrive con niente altro che il proprio corpo.
Con Patrizia Besantini abbiamo immaginato di trasporre sulla carta, in altrettanti acquerelli i diversi ritmi che caratterizzano l’azione del mimo corporeo.
Patrizia mi ha guidato attraverso un’onda di movimento e di energia che si è sviluppata in momenti diversi: il fluido, lo staccato, il caos, il lirico, il lento e infine il silenzio. Attraverso i diversi ritmi, abbiamo lasciato che le mani e i piedi e il corpo stesso incontrassero superfici da disegnare e colorare e depositassero sopra di esse quel movimento.
Perciò ogni dipinto riporta in sé qualche elemento corporeo a significare il contatto del corpo mimico che muove nello spazio e incontra il foglio, vi si deposita, si cristallizza, come in un’istantanea, come in un fermo macchina, estraendosi per un’istante da quel flusso che però ricorda e richiama, per poi rituffarsi nel movimento.

Dapprima il fluido rappresentato da un’onda, da un animale marino che muove armonicamente nel suo ambiente.
Poi la costruzione, la determinazione dello staccato espresso da discontinuità e volontà.
Il caos come momento di massima creatività durante il quale tutti gli strumenti ci competono e anche la forza di dosarli e usarli, rischiando in ogni istante di passare dal caos alla anarchia, al disordine, alla casualità browniana
Il lirico, come capacità estatica di contemplare e godere i frutti di questa creazione.
La lentezza, la capacità di rallentare fino a cogliere il lento procedere di una chiocciola, l’infinita attesa della caduta di una goccia d’acqua, svanita la furia creativa e la voglia di danzare per celebrare quanto abbiamo creato.
E infine la pausa, l’entrare in totale comunione con l’universo, perdendo la propria identità, ritornando alla terra, alla sabbia.